LA CITTA’ SONORA p.9- Speciale “Piazza, bella Piazza” (il podcast!)

PUNTATA 9- 6 luglio ‘17

SPECIALE “PIAZZA, BELLA PIAZZA”

Orvieto, Centro Storico, 23 e 24 giugno 2017

 

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Puntata speciale, questa che conclude la decima stagione di “La città sonora”, perchè vuole essere una semplice e parziale testimonianza di quanto di bello è successo a Orvieto nei pomeriggi del 23 e 24 giugno per la rassegna “Piazza, bella Piazza”, organizzata dalla nostra Radio insieme all’Associazione “3:36- per Barbara e Matteo”, con il prezioso aiuto del Comune di Orvieto e dell’Ass. “Orvieto per tutti”.

Les Cerveaux Malèphiques

Les Cerveaux Malèphiques

6 punti musicali sparsi per due giorni per le vie e piazze del centro, più di 30 musicisti che hanno offerto gratuitamente la loro arte per sostenere le attività dell’Ass. “3:36” cui sono stati devolute le offerte raccolte (più di 500 euro) per sostenere le sue pregevoli iniziative a carattere solidaristico e benefico.

il "Pianoliberatutti" della scuola Comunale di Musica, con alcuni dei protagonisti.

il “Pianoliberatutti” della scuola Comunale di Musica, con alcuni dei protagonisti.

Quello che ascolterete sono scampoli in low-fi, la testimonianza di una passeggiata randagia per il centro storico con un Tascam in mano a riprendere quanto si spandeva dell’aria.

Apek

Apek

Ascolterete brandelli di alcuni artisti coinvolti nell’iniziativa: Leo Forini, Les Cerveaux Maléphiques, Alfredo Sirica che ha messo le mani sul “Pianoliberatutti” della Scuola Comunale di Musica di Orvieto, gli Itwoo, Andrea Gioia, Elena no, i Jukebox all’esofago e gli Squattrinati Street Duo.

Elena no

Elena no

Purtroppo non siamo riusciti a registrare Apek e  gli ‘Nroll a cui vanno le nostre scuse, mentre a tutti gli amici musicisti coinvolti vanno ancora i nostri ringraziamenti.

Jukebox all'esofago

Jukebox all’esofago

Itwoo

Itwoo

 

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LA CITTA’ SONORA p.7- Serata TE.MA.- 26 giugno 2017

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SERATA TE.MA.

Parole e Musica per sostenere la lotta dell’Ass. TE.MA

presenta Antonello Romano con interventi dei lavoratori Te.Ma., dei sindacati ed altri rappresentanti

Musica a cura di: Scuola di Musica Comunale “A.Casasole” di Orvieto, Danilo Rea, Antonio Concina, Mammi Li Turchi

Orvieto, Teatro Mancinelli, 26 giugno 2017

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Puntata anomala questa de “La città sonora”, perché ripropone a caldo, sperando di fare un servizio utile a quanti ieri non hanno potuto partecipare di persona, la serata-manifestazione che l’Associazione TE.MA: ha voluto organizzare al Teatro Mancinelli di Orvieto. Come molti del nostro comprensorio sapranno, il Comune di Orvieto non ha inteso rinnovare alla Te.Ma. l’accordo di gestione del Teatro Mancinelli, preferendo mettere tale gestione a bando europeo. Tutto ciò è stato comunicato solo a maggio, mettendo a repentaglio la prossima stagione teatrale, nonché, in prospettiva, i posti di lavoro legati alla Te.Ma che gestisce per conto del Comune il teatro fin dalla riapertura del 1993.

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Al di là delle diverse posizioni (di cui potete farvi un’idea leggendo qua e là), la nostra Radio intende dar conto di quanti detto e ascoltato in questa serata, pur esprimendo (lo fa il curatore di questa trasmissione a titolo personale) diversi dubbi su alcuni interventi interessati ad opera di esponenti della scorsa amministrazione.

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A intervallare le parole, della grande musica: quella dei Maestri della Scuola di Musica Comunale “A.Casasole” di Orvieto, il mirabolante piano jazz di un artista eccelso come Danilo Rea, poi l’intervento di Antonio Concina, e, a chiudere, il folk trascinante e poetico dei Mammi Li Turchi.

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Buon ascolto!

PARTE 1

PARTE 2

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LA CITTA’ SONORA p.6- GIULIO CASALE feat. L.Corti live al Valvola (il Podcast!)

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PUNTATA 6- 25 aprile ‘17

GIULIO CASALE feat. LORENZO CORTI

In “Libera/Mente”

Live a Orvieto, Valvola, 24 aprile 2017

Giulio Casale e Lorenzo Corti sul palco del Valvoa

Giulio Casale e Lorenzo Corti sul palco del Valvola (foto di Mara Belotti)

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PARTE 1 (nuovo link)

 

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PARTE 2:

http://www.mediafire.com/file/i59o8phh9a915mq/LA_CITTA%27_SONORA%2C_p.06-_GIULIO_CASALE_%28feat.L.Corti%29_pt.2.mp3

Chi è Giulio Casale, lo potete recuperare QUI, in un post che tre anni fa gli dedicammo in occasione di un suo doppio concerto tra San Lorenzo e il vecchio e glorioso Magazzino delle Idee di Orvieto. C’eravamo (e organizzammo, anche) e registrammo.

Giulio Casale è tornato, e ancora una volta la nostra Radio, che ha collaborato con il “Valvola” per riportarlo sulla rupe, ve ne lascia traccia. I motivi sono tanti. Intanto questa volta c’è anche la partecipazione di Lorenzo “Musical Buzzino” Corti, musicista di incredibile sensibilità e di ispirata cura del suono, che ha attraversato con la sua chitarra elettrica gli ultimi 15 anni della musica indipendente italiana, affiancando Cristina Donà, Nada, Cesare Basile, fino ad arrivare alle più recenti collaborazioni con Le luci della Centrale Elettrica e Alessandro Fiori. Un grande.

Poi c’è dell’altro: assistere a una performances di Giulio Casale è un’esperienza che va fatta, una volta nella vita, che vi piaccia o no, perché vi trovate di fronte a una specie di Piero Ciampi rock, a un irregolare che fa del deragliamento la sua cifra stilistica. Come Ciampi, Giulio Casale entra e esce dalle canzoni, le accartoccia, le spreme, le indaga, le declama, ti inchioda a un verso, a una sillaba, a una sfumatura di tono, di voce. E poi, così come in Ciampi, c’è la poesia, la letteratura, quella sporca e rude, quella che ti sbatte al muro. E infine, a unire il selvaggio rocker trevigiano all’umorale cantautore livornese, c’è quell’approccio agonistico che in concerto instaura con il “gentile” pubblico, quel suo provocarlo, abbrancarlo, strapparlo a sè, salvarlo dalla sua noiosa distrazione.

Questo è stato il live che ieri sera è andato in scena al “Valvola” di Orvieto, tra ripescaggi della carriera solista di Casale, recuperi dai gloriosi Estra, deliranti e lucidissime filologie dei Procul Harum, omaggi e citazioni di Nick Drake, David Bowie, U2, Fabrizio De Andrè, il Battisti periodo-Panella, gli eroi dell’underground dei ’90 italiani.

Ve lo riproponiamo così, subito, urgentemente, ché nulla si perda con il tempo. 

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LA CITTA’ SONORA, P.5- MIMMO CAVALLO (il podcast!)

PUNTATA 5- 13 marzo ‘17

MIMMO CAVALLO

Live a Orvieto

Magazzino delle Idee, 11 aprile 2014

 

Un bel ritratto di Mimmo Cavallo sul palco del Magazzino delle Idee (foto Riccardo Bianchi)

Un bel ritratto di Mimmo Cavallo sul palco del Magazzino delle Idee (foto Riccardo Bianchi)

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PARTE 1

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PARTE 2:

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E torniamo ancora, non senza nostalgia, al piccolo ma caldissimo palco del Magazzino delle Idee, vero locale–gioiello della scena musicale orvietana di questi ultimi anni, chiuso nel 2015 (ma poi fortunatamente rimpiazzato dal “Valvola”). Nell’aprile 2014 la nostra Radio, insieme allo stesso Magazzino, organizzò e promosse questo concerto nato dalla passione degli Sprassolati per questo anomalo cantautore che già i due Sprassolati tempo prima avevano avuto ospite in studio (potete recuperare la puntata QUI).

Artista di grande forza espressiva, nei primi  anni ‘80 Mimmo Cavallo pubblicò tre bellissimi LP, tra cui il celebre “Uh mammà!”, che fu anche un singolo di grande successo, e “Stancami stancami musica”, sicuramente tra i migliori album italiani di quel decennio per originalità, testi affilati in cui la denuncia sociale era vestita con acuto sarcasmo, e spessore musicale. Dalla metà degli anni ’80, Mimmo Cavallo ha diradato la sua attività discografica, ma è diventato la fir

La grinta di Mimmo Cavallo (foto di Riccardo Bianchi)

La grinta di Mimmo Cavallo (foto di Riccardo Bianchi)

ma che sta dietro a grandi successi di Fiorella Mannoia (“Caffè nero bollente”), Gianni Morandi (“Mi manchi”), Mia Martini (a cui regalerà brani come “Danza pagana”, e con cui allaccerà uno stretto sodalizio artistico), Syria, fino ad arrivare recentemente a Zucchero (suo il testo di “Vedo nero”).

 

 

Queste ed altre canzoni tratte dall’allora recente album “Terroni”, nato da una collaborazione con Pino Aprile, sono stati gli assi portarti di un concerto unplugged, voce e chitarra, in cui Mimmo Cavallo, da uomo generoso qual è, non si è risparmiato, in uno show che tra parole e musica ha toccato le due ore e mezza.

Nel riproporvi questo eccezionale documento, abbiamo giocoforza dovuto sintetizzare un po’, ma il resto era comunque così corposo da indurci a dividere il live in due parti separatamente scaricabili.

In chiusura, lasciateci ringraziare “Il Gelato di Pasqualetti” che, legando imprenditoria e sostegno all’arte e alla cultura, all’epoca ci aiutò ad organizzare il tutto.

SCALETTA PARTE 1:

DANZA PAGANA

UH MAMMA’!

GIU’ LE MANI

IL FIATO DELLA NOTTE

ASPETTERO’ LA STELLA

DIO C’E’

SIAMO MERIDIONALI

VEDO NERO

 

SCALETTA PARTE 2:

QUANDO SAREMO FRATELLI UNITI

FORA SAVOIA

SIAMO BRIGANTI

FIORE RUBATO

L’ALBERO DEI PATRIARCHI

LATO B

PERSONE SOLE

CANTA PALUMMELLA

AL CONVENTO

NOTTE A ROMA

MI MANCHI

I RAGAZZI DI BEIRUT

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LA CITTA’ SONORA, p.4- ART BLAKEY’S JAZZ MESSENGERS live a UJ’76 (il podcast!)

PUNTATA 4- 21 gennaio ‘17

ART BLAKEY’S JAZZ MESSENGERS

Live a Umbria Jazz ‘76

Orvieto, P.zza del Popolo, 20 luglio 1976

Art Blake's durante l'esibizione orvietana

 

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Come promesso presentando la puntata precedente, dedicata a Horace Silver, ecco l’esibizione dell’Art Blakey’s Jazz Messengers, che chiuse da par suo quella mirabile serata del 20 luglio ’76 quando nella splendida P.zza del Popolo di Orvieto si susseguirono uno dopo l’altro Cedar Walton, Horace Silver e Art Blakey, insomma l’Università dell’hard bop. Senza contare che gli ultimi due dello storica formazione dei Jazz Messengers erano stati i fondatori, e che il primo (la cui esibizione trasmetteremo a fine stagione) ci era transitato…

Un altro momento dell'esibizione di Art Blakey

Un altro momento dell’esibizione di Art Blakey

Impossibile non essere presi dalla nostalgia (per chi c’era) o dal rimpianto (per chi non ha fatto in tempo ad esserci). E’ vero, ora Orvieto ospita Umbria Jazz Winter, ma, se mettiamo uno a fianco all’altro i rispettivi cartelloni, non possiamo che riconoscere che il confronto è davvero umiliante.

 

FORMAZIONE

Bill Hardman, tromba

David Schnitter, sax

Mickey Tucker, piano

Cameron Brown, basso

Art Blakey, drum

 

SCALETTA:

1. Backgammon 00:00

2. Uranus 13:09

3. Blues March 23:40

4. All The Things You Are 33:20

5. Gipsy Folk Tales 39:00

Tipico pubblico anni 70

Tipico pubblico anni 70

 

Jazz & Pennichella

Jazz & Pennichella

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LA CITTA’ SONORA, p.3- HORACE SILVER 5et live a Orvieto, UJ ’76

HORACE SILVER 5et

Live a Umbria Jazz ‘76 Orvieto,

P.zza del Popolo, 20 luglio 1976

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Giovani in attesa del concerto di H.Silver (foto di Gianni Cardinali)

Giovani in attesa del concerto di H.Silver (foto di Gianni Cardinali)

Visto che a Orvieto si avvicina  la XXIV edizione di Umbria Jazz Winter, ci pareva il momento giusto per riproporre, a 40 anni di distanza, delle storiche registrazioni risalenti a quando anche l’Umbria Jazz estivo (il primo) faceva tappa, tra l’altro, nella nostra città. Sono gli anni eroici e pionieristici, quelli dei concerti gratuiti in cui , per la prima volta in Italia, il jazz diventava davvero popolare, quelli della carovana jazz che girava l’Umbria portandosi dietro migliaia di appassionati in sacco a pelo, capelloni, sognanti, rivoluzionari, illusi. L’edizione del 1976, la quarta, si aprì proprio a Orvieto, nella cornice di P.zza del Popolo, gremita per l’occasione perché sul palco si alternavano l’Horace Silver Quintet (protagonista di questa puntata, l’ultima del 2016) e l’Art Blakey’s Jazz Messanger, che, lo anticipiamo, sarà invece al centro della prossima puntata, la prima del 2017.

Quell’edizione, tra l’altro, se vide un grande successo di pubblico, segnando davvero l’esplosione di Umbria Jazz, fu caratterizzata anche da diverse tensioni: alcuni artisti, come Stan Getz e Chet Baker, vennero fischiati, e in più occasioni si respirò quell’aria tesa che politicamente aleggiava in quegli anni in Italia. Fu, infatti, l’ultima edizione  di UJ della fase storica dei primordi. Ne seguirà così una pausa che durerà diversi anni, fino alla rinascita, con altra formula, nel 1982.

Un momento del concerto

Un momento del concerto

Ma torniamo a quella serata del ’76, sotto il cielo estivo di Orvieto, quando Horace Silver, a quanto ricordano gli storici appassionati di jazz orvietani, dette luogo a  un concerto davvero memorabile in cui il grande pianista, anche lui come Art Blakey già nei Jazz Messangers, infiammò la piazza coadiuvato da una formazione di altissimo livello che vedeva all’opera, oltre allo stesso leader al piano, nomi come Tom Harrell alla tromba, Bob Berg al sax tenore, Eddie Gladden alla batteria e Steve Beskrone al basso.

Fu la sua unica esibizione a Umbria Jazz.

Del concerto esiste anche una ripresa video raccolta in un DVD edito dalla Artaus.

La locandina dell'edizione di Uj del 1976

La locandina dell’edizione di Uj del 1976

 

 SCALETTA

Opening

Adjjustement

Barbara

In porsuit of the 27th man

Song for my father

 

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