LA CITTA’ SONORA, p.4- ART BLAKEY’S JAZZ MESSENGERS live a UJ’76 (il podcast!)

PUNTATA 4- 21 gennaio ‘17

ART BLAKEY’S JAZZ MESSENGERS

Live a Umbria Jazz ‘76

Orvieto, P.zza del Popolo, 20 luglio 1976

Art Blake's durante l'esibizione orvietana

 

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Come promesso presentando la puntata precedente, dedicata a Horace Silver, ecco l’esibizione dell’Art Blakey’s Jazz Messengers, che chiuse da par suo quella mirabile serata del 20 luglio ’76 quando nella splendida P.zza del Popolo di Orvieto si susseguirono uno dopo l’altro Cedar Walton, Horace Silver e Art Blakey, insomma l’Università dell’hard bop. Senza contare che gli ultimi due dello storica formazione dei Jazz Messengers erano stati i fondatori, e che il primo (la cui esibizione trasmetteremo a fine stagione) ci era transitato…

Un altro momento dell'esibizione di Art Blakey

Un altro momento dell’esibizione di Art Blakey

Impossibile non essere presi dalla nostalgia (per chi c’era) o dal rimpianto (per chi non ha fatto in tempo ad esserci). E’ vero, ora Orvieto ospita Umbria Jazz Winter, ma, se mettiamo uno a fianco all’altro i rispettivi cartelloni, non possiamo che riconoscere che il confronto è davvero umiliante.

 

FORMAZIONE

Bill Hardman, tromba

David Schnitter, sax

Mickey Tucker, piano

Cameron Brown, basso

Art Blakey, drum

 

SCALETTA:

1. Backgammon 00:00

2. Uranus 13:09

3. Blues March 23:40

4. All The Things You Are 33:20

5. Gipsy Folk Tales 39:00

Tipico pubblico anni 70

Tipico pubblico anni 70

 

Jazz & Pennichella

Jazz & Pennichella

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ARRIVANO GLI SPRASSOLATI! p.6 con un’intervista a Kama (il podcast!)

PUNTATA 6- 11 gennaio 2017

in studio Andrea Kappa Caponeri

con un’intervista a Kama

Con grande piacere, per questa prima puntata dell’anno degli Sprassolati, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Alessandro “Kama” Camattini, uno che fece già ben parlare di sé all’esordio (con un piccolo inno come “Ostello comunale”), e che ha pensato bene di far passare 10 anni per il suo secondo album, “Un Signore anch’io”, un disco di grande godibilità assolutamente consigliato. Ne abbiamo quindi parlato con l’autore e ne abbiamo ascoltato tre piccole perle.

La beata copertina del disco della settimana

La beata copertina del disco della settimana

Prima e dopo, ancora un stupenda Nada, un Camisasca d’antan, degli Avion Travel poco conosciuti, il geniale Marco Ongaro con un pezzo metricamente micidiale, un Ivan Graziani malavitosissimo (sono da poco scoccati i venti anni da quando ci ha lasciati soli con Ligabue), i Rokes che volgono Battisti in inglese e una cosa nuova nuova dei pisani Gatti Mézzi autori di un recente album in cui abbracciano il rischio della maturità (qua la recensione kappesca sul sito della prelibata L’Isola che non c’era: http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/perche-hanno-sempre-quella-faccia/) e ne escono alla grande.

Il 45 giri di Camisasca "la musica nuore", targato Bla Bla.

Il 45 giri di Camisasca “la musica nuore”, targato Bla Bla.

Insomma, ancora una volta una puntata che scànsite.

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CORPORAL CLEGGS- Pink Floyd (sigla iniziale)

L’ULTIMA FESTA- Nada

LA MUSICA MUORE- Juri Camisasca

IL SARTO- Avion Travel

SENTIRSI COME ROBERT DE NIRO- Kama (Rubrica “Gradische le dische?”)

Intervista telefonica a Kama

CITTA’ PARADISO- Kama (Rubrica “Gradische le dische?”)

STUPIDE CREATURE- Kama (Rubrica “Gradische le dische?”)

FEYDEAU- Marco Ongaro

FANGO- Ivan Graziani

WHEN THE WIND ARISES- Rokes (da L.Battisti, Rubrica “Cover the rainbow” )

IL MARE E’ UNA SCUSA- Gatti Mézzi (feat. Petra Magoni)

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I 40 ANNI DE “LA MEZZALUNA”- Presepe orvietano: Averino Baffo (repost)

Il 7 gennaio del 1977 apriva un locale storico della nostra città, “La Mezzaluna”, una trattoria che è subito diventata un pezzo di Orvieto, un tassello della sua storia materiale: attorno alla sua mitica carbonara si sono raccolte, nella nobile arte del convivio, generazioni di orvietani.

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A nostro modo, vogliamo omaggiare i 40 anni della Mazzaluna (citata anche nella pagine di “Pao Pao” di Pier Vittorio Tondelli) riproponendo una vecchia puntata di “Presepe Orvietano”,  la trasmissione condotta da Andrea Caponeri ed Emilio Burli che cercava di raccontare il lavoro dalla parte di chi, ogni giorno, lo fa.

Era il 20 novembre 2012 e l’intervista ad Averino Baffo, deus ex machina  e Motore Immobile della Mazzaluna, fu effettuata direttamente all’interno del locale.

Radio Orvieto Web augura ad Averino e alla sua Mezzaluna altri 40 anni di buona tavola!

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LIBERE (VERAMENTE)- P.07- PEPPINO IMPASTATO E LA SUA ONDA PAZZA (REPOST)

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Il 5 gennaio del 1948 nasceva Peppino Impastato, uno che, anche attraverso la radio, si cimentò in un impervia lotta tra uomo e mare, un mare scuro, maleodorante, contro cui combatterono, dall’antenna di “Radio Aut”, a Cinisi, Sicilia, alcuni ragazzotti. Tra questi, appunto, Peppino Impastato, la cui la voce, con la trasmissione “Onda Pazza”, smascherava il malaffare e le collusioni tra mafia e partiti politici, con la complice omertà del paese.

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Lo ricordiamo ripostando questa vecchia puntata della serie “LIBERE (VERAMENTE)” una nostra trasmissione che in 14 puntate dall’ottobre 2009 al gennaio 2010 ripercorreva l’epopea della grande stagione delle radio libere, alla quale ci piace idealmente rifarci. In quella puntata, parlammo, appunto, di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978. Un assassinio per molto tempo negato, seguito poi da un’indagine faticosa e, ti pareva, depistata. All’epoca, presentando la puntata, scrivemmo:

“Lasciando per una volta da parte il (bel) film “I cento passi” di M.T.Giordana, diamo invece spazio ad  ampli estratti dalle registrazioni originali di “Onda pazza”, oltre a commenti e testimonianze dei protagonisti. Nessun anniversario per questa trasmissione speciale. Certe cose non dovrebbero aver bisogno degli anniversari per essere ricordate. “

A breve contiamo di ripostare tutte le puntate di quell’interessante ciclo di trasmissioni, frutto di una minuziosa ricerca che si concluse con un convegno organizzato da Radio Orvieto Web in collaborazione con “Venti Ascensionali” , un incontro al quale parteciparono alcuni “reduci” della gloriosa stagione di Radio Orvieto e lo studioso Stefano Dark.

         Abbiamo ascoltato:

SIGLA INIZIALE- Ultimo domicilio conosciuto  (Vasco Rossi)

Testimonianza di Salvo Vitale: Peppino e la lotta alla Mafia    

Estratto a “Onda Pazza”  (“Vita mafiopolitana”)

Estratti da “Onda PAZZA” (“Scommetiamo?”)

Estratti a “Onda Pazza”  (“Western a Mafiopoli”)

Ciuri di campo (C.Consoli e Lautari)

Estratti a “Onda Pazza”  (“Western a Mafiopoli”)

Lungo e disteso (Giganti)

Estratti a “Onda Pazza”  (“Sagra della ricotta”)

Testimonianza di Felicia Impastato- “M’ammazzassi pure”

Estratti a “Onda Pazza”  (“Favoletta”)

Testimonianza di Salvo Vitale- Il processo a Don Tano  2:43 

Testimonianza di Felicia Impastato- La morte di Peppino

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LA CITTA’ SONORA, p.3- HORACE SILVER 5et live a Orvieto, UJ ’76

HORACE SILVER 5et

Live a Umbria Jazz ‘76 Orvieto,

P.zza del Popolo, 20 luglio 1976

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Giovani in attesa del concerto di H.Silver (foto di Gianni Cardinali)

Giovani in attesa del concerto di H.Silver (foto di Gianni Cardinali)

Visto che a Orvieto si avvicina  la XXIV edizione di Umbria Jazz Winter, ci pareva il momento giusto per riproporre, a 40 anni di distanza, delle storiche registrazioni risalenti a quando anche l’Umbria Jazz estivo (il primo) faceva tappa, tra l’altro, nella nostra città. Sono gli anni eroici e pionieristici, quelli dei concerti gratuiti in cui , per la prima volta in Italia, il jazz diventava davvero popolare, quelli della carovana jazz che girava l’Umbria portandosi dietro migliaia di appassionati in sacco a pelo, capelloni, sognanti, rivoluzionari, illusi. L’edizione del 1976, la quarta, si aprì proprio a Orvieto, nella cornice di P.zza del Popolo, gremita per l’occasione perché sul palco si alternavano l’Horace Silver Quintet (protagonista di questa puntata, l’ultima del 2016) e l’Art Blakey’s Jazz Messanger, che, lo anticipiamo, sarà invece al centro della prossima puntata, la prima del 2017.

Quell’edizione, tra l’altro, se vide un grande successo di pubblico, segnando davvero l’esplosione di Umbria Jazz, fu caratterizzata anche da diverse tensioni: alcuni artisti, come Stan Getz e Chet Baker, vennero fischiati, e in più occasioni si respirò quell’aria tesa che politicamente aleggiava in quegli anni in Italia. Fu, infatti, l’ultima edizione  di UJ della fase storica dei primordi. Ne seguirà così una pausa che durerà diversi anni, fino alla rinascita, con altra formula, nel 1982.

Un momento del concerto

Un momento del concerto

Ma torniamo a quella serata del ’76, sotto il cielo estivo di Orvieto, quando Horace Silver, a quanto ricordano gli storici appassionati di jazz orvietani, dette luogo a  un concerto davvero memorabile in cui il grande pianista, anche lui come Art Blakey già nei Jazz Messangers, infiammò la piazza coadiuvato da una formazione di altissimo livello che vedeva all’opera, oltre allo stesso leader al piano, nomi come Tom Harrell alla tromba, Bob Berg al sax tenore, Eddie Gladden alla batteria e Steve Beskrone al basso.

Fu la sua unica esibizione a Umbria Jazz.

Del concerto esiste anche una ripresa video raccolta in un DVD edito dalla Artaus.

La locandina dell'edizione di Uj del 1976

La locandina dell’edizione di Uj del 1976

 

 SCALETTA

Opening

Adjjustement

Barbara

In porsuit of the 27th man

Song for my father

 

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LA CITTA’ SONORA, p.2- AMBROGIO SPARAGNA in “SALVE REGINA”

PUNTATA 2- 20 dicembre ‘16

Ambrogio Sparagna in “SALVE REGINA”

Oratorio Sacro Popolare

Orvieto, Chiesa di S.Andrea, 8 dicembre 2016

La locandina dell'evento

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Ambrogio Sparagna è un habituè della nostra zona: da anni è ospite all’Umbria Folk Festival, per conto del quale ha messo su anche un’Orchestra Popolare Giovanile di grande pregio. Organettista con la mente aperta, ha indagato la tradizione popolare (specialmente quella della zona del basso Lazio e dell’alta Campania), ma fin dagli anni ’80 ha immesso nuova linfa nel folk revival, imbastendo progetti di ampie vedute e vere e proprie opere popolari (stupenda, per esempio, “Giufà, il servo del Re”, del ‘92). Ha poi collaborato con jazzisti ed esponenti della canzone d’autore (frequenti gli incontri con Francesco De Gregori) e oltre (G.L.Ferretti). Insomma, definirlo organettista è davvero poco.

Dal 2000, tra i suoi progetti, c’è un percorso nel repertorio musicale liturgico e paraliturgico di carattere popolare, nella sua forma solista e polifonica, per raccontare una serie di canti sacri, in particolare dell’area dell’Italia Centrale. 

“Salve Regina”, presentato all’interno del Festival “Arte & Fede” diretto da Alessandro Lardani, offre un viaggio nella nostra memoria musicale contadina, realizzato anche con l’ausilio di nuove composizioni originali ispirate alla tradizione italiana, di cui Ambrogio Sparagna è autore ed eccezionale interprete. Nella suggestiva cornice della Chiesa di S.Andrea, l’organetto di Ambrogio Sparagna è stato accompagnato in questo originale piccolo oratorio dalla voci di Anna Rita Colaianni e Raffaello Simeoni (già leader dei Novalia, un nome da riscoprire) e dagli strumenti musicali tipici della nostra tradizione suonati con maestria dello stesso Simeoni e da Erasmo Treglia.

Un concerto emozionante, che si creda o meno.

VIDEO (CON INTERVISTA) DI UNO SPEZZONE DEL CONCERTO

 

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