ANIME LEGGERE, p.7- GIANCARLO BIGAZZI (il podcast!)

GIANCARLO BIGAZZI

 In studio Andrea Caponeri

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L'unica foto che ritrae i mitici Squallor al gran completo. Bigazzi è lo smutandato centrale

L’unica foto che ritrae i mitici Squallor al gran completo. Bigazzi è lo smutandato centrale

Il toscano Giancarlo Bigazzi, forse l’anima più leggera di questo ciclo di trasmissioni, rappresenta un raro caso di autore commerciale che è sempre riuscito a restare in vetta, interpretando di decennio in decennio i gusti del pubblico sia come paroliere che come produttore che lancia o, cosa ancora più difficile, ri-lancia, cantanti che con Bigazzi al timone hanno la loro stagione migliore. Che poi non tutte le sue canzoni siano memorabili bisognerà pur dirlo, e magari aggiungiamo, perché non stiamo qui a fare l’agiografia dei Santi, che di alcuni degli artisti che lui ha imposto, la musica italiana ne poteva fare volentieri a meno. Ciò nonostante, nel suo campo è stato un grandissimo, capace di annoverare nel suo carniere almeno una ventina, se non più, di canzoni che sono presenti in ogni canzoniere con accordi per chitarra che si rispetti, capace di cogliere successi internazionali con Umberto Tozzi, ma anche di fondare un mito irriverente e trasgressivo come gli Squallor. Insomma, alla fine bisogna forse dar ragione al “cannibale” Aldo Nove che in un libro a lui dedicato l’ha appellato “il geniaccio della canzone italiana”.

SCALETTA

LUGLIO- Riccardo del Turco (1968)

COSA HAI MESSO NEL CAFFE’- Antoine (1969)

SE BRUCIASSE LA CITTA’- Massimo Ranieri (1969)

RE DI CUORI- Nada (1970)

ETERNITA’- Diodato (1970, 2014)

38 LUGLIO- Squallor (1971)

MONTAGNE VERDI- Marcella Bella (1972)

PIU’ CI PENSO- Gianni Bella (1974)

DIMENTICA DIMENTICA- Umberto Tozzi (1977)

RADIOCAPPELLE- Squallor (1978)

GLORIA- Umberto Tozzi (1979)

NOTTE ROSA- Umberto Tozzi (1981)

GENTE DI MARE- Umberto Tozzi & Raf (1987)

CI VORREBBE IL MARE- Marco Masini (1990)

GLI UOMINI NON CAMBIANO- Mia Martini (1992)

…E MI ALZO SUI PEDALI- Stadio (2006)

 

 

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ARRIVANO GLI SPRASSOLATI, p.9, con MAX MANFREDI (il podcast!)

in studio Andrea Caponeri

ospite telefonico MAX MANFREDI

Chi ci segue con una certa continuità, sa quanto amiamo Max Manfredi, di come ci lasciò stupefatti fin dagli esordi (nel lontano ’90), di come cercammo con frenesia i suoi primi (quasi) introvabili album (di una carriera centellinata con cura artigiana: 5 dischi di inediti in 25 anni!), quanto gioimmo quando il suo “Luna persa” vinse la Targa Tenco per il miglior album del 2009, e capirà, quindi, quanto per noi Sprassolati l’uscita di un nuovo LP del nostro Max sia davvero un evento prezioso.

Max Manfredi

Max Manfredi

Per parlarne abbiamo voluto quindi ascoltarlo bene questo nuovo “Dremong” (è il nome di un orso tibetano, oscuro e potente simbolo a più facce), farlo girare più volte sul nostro giuradischi (sì, habemus vinilem!), metterci lì con testo a fronte, come si faceva una volta nelle nostre camerette.

Ebbene, dopo l’antipasto della scorsa puntata,  per continuare a presentare la sua ultima fatica, non potevamo che dare la parola alla stesso Max, in una lunga intervista telefonica che è entrata nel cuore di alcune delle canzoni che compongono il fantastico e a-temporale caleidoscopio che è questo album. In apertura, però, spazio ancora a un ricordo obliquo di Pino Daniele, a un curioso e divertentissimo Lucio Dalla, a un Rosario di Bella di inizio anni ’90 che riecheggia sia Battiato che il Battisti panelliano, senza sfigurare affatto. E poi c’è stato ancora un Max Manfredi che ha inserito 100 lire nel nostro Jukebox mettendo su un fantastico Buscaglione, una Giovanna Marini che per interposta persona ci presenta una canzone che morde il cuore, e un uomo così, ma con delle possibilità che si chiama Rudy Marra. Uno pieno di Campari.

Una puntata talmente densa che ci siamo anche dimenticati di mettere le sigle delle rubriche, come dei pivelli alle prime armi. Per dire.

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SCALETTA

CORPORAL CLEGGS- Pink Floyd (sigla iniziale)

CAMMINA CAMMINA- Piers Faccini canta Pino Daniele (Rubrica “Sulle spalle dei giganti”, da Pino Daniele)

DOMINGO D’AGOSTO- Lucio Dalla (Rubrica “Cover the rainbow” da Bobby Solo)

FIGLIO PERFETTO- Rosario di Bella

DREMONG- Max Manfredi (Rubrica “Gradische le dische?”)

Intervista telefonica con Max Manfredi

SESTIERE DEL MOLO- Max Manfredi (Rubrica “Gradische le dische?”)

IL DISGELO- Max Manfredi (Rubrica “Gradische le dische?”)

SOFISTICATA- Fred Buscaglione (Rubrica “100 lire nel Jukebox”)

PASSERA’- Lucilla Galeazzi canta Giovanna Marini

PIENO DI CAMPARI- Rudy Marra (Rubrica “Era un uomo così, ma con delle possibilità…”)

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Thin White Rope // Moonhead [1987, Frontier]

Thin White Rope

Uno dei culti più tenaci ed affascinanti di un decennio tra i più ricchi di tenacia e fascino. La Psichedelia che rinasce tramite l’energia del Post Punk e si volta a guardare con amore le radici musicali americane. Il deserto come orizzonte interiore definitivo. Il suono indimenticabile di una band indimenticata.

Loro sono i Thin White Rope, da Davis, è questa è la settima puntata di Discopatie.

Clicca su “Play”, qua sotto, per ascoltare la puntata in Podcast!

Clicca sul Link, qua sotto, per scaricare la puntata in mp3!

https://www.mediafire.com/?i5kxbueejss2bv8

Buon ascolto!

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ANIME LEGGERE, p.6- LEO CHIOSSO (podcast!)

PUNTATA 6 del 16 gennaio 2015

LEO CHIOSSO

 In studio Andrea Caponeri

Leo Chiosso con Fred Buscaglione

Leo Chiosso con Fred Buscaglione

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Una puntata interamente dedicata al mondo pieno di cazzotti, pupe e bulli dal cuore tenero di Leo Chiosso, torinese classe 1920. Se è vero che gran parte della fama di Chiosso è legata indissolubilmente all’immenso Fred Buscaglione, che deve alla sua penna gran parte dei suoi capolavori e che fu per Chiosso anche un amico fraterno fin dai pioneristici tempi del jazz nella Torino di metà anni ’30, non sono da meno alcuni piccoli gioielli che Leo Chiosso scrisse per Gino Latilla, Mina, Lelio Luttazzi, Johnny Dorelli, Enzo Jannacci,Giorgio Gaber e tanti altri. Leo Chiosso, in un’epoca di canzoni dolcistre e lamentose, di mamme e campane, con la sua vena parodistica e surreale fu un grande rinnovatore, è questo è il nostro omaggio.

SCALETTA

TCHUMBALA BEY- Gino Latilla (1953)

CHE BAMBOLA!- Fred Buscaglione (1955)

TERESA NON SPARARE- Fred Buscaglione (1957)

ERI PICCOLA COSI’- Fred Buscaglione (1958)

NOI DURI- Fred Buscaglione (1960)

JOHNNY VITAMINA- Johnny Dorelli (1960)

BUM! AHI CHE COLPO DI LUNA!- Mina (1961)

LEGATA A UNO SCOGLIO- Lelio Luttazzi (1961)

CANTO (ANCHE SE SONO STONATO)- Lelio Luttazzi (1961)

UNA RAGAZZA IN DUE- I Giganti (1966)

L’APPASSIONATA- Enzo Jannacci (1966)

TORPEDO BLU- Giorgio Gaber (1968)

IL LUNGO, IL CORTO, IL PACIOCCONE- Zecchino d’Oro (1970)

REGALAMI UN SORRISO- Circus 2000 (1971)

PAROLE PAROLE- Mina e Alberto Lupo

QUANDO PIOVE SULLA SPIAGGIA- Gregorio Alicata (2003)

WHISKY FACILE- Fred Buscaglione (1957, ma qui nellea versione eseguita al “Musichiere”, 1960)

 

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ARRIVANO GLI SPRASSOLATI p.8- Il Podcast!

PUNTATA 8 del 13 gennaio ‘15

in studio Andrea Caponeri

Difficile riprendere in mano la trasmissione dopo la pausa festiva, quando nel frattempo il mondo intorno a te impazzisce, tra fanatici esagitati che spargono morte a grappoli, e sciacalli che si cibano delle spoglie.

Pino Daniele in una foto di gruppo d’epoca, con il meglio del “Napoli Sound”

Pino Daniele in una foto di gruppo d’epoca, con il meglio del “Napoli Sound”

Difficile ricominciare anche perché nel frattempo è venuto a mancare anche Pino Daniele, un gigante della musica italiana, specialmente nei suoi primi anni, capace di sfornare capolavori che indicavano una nuova via alla canzone italiana, frullando umori, musiche, lingue, in un cocktail esplosivo e inebriante. Abbiamo cercato di ricordarlo a modo nostro, speriamo non banale, spostandoci un po’ più in là con due scarti laterali, recuperando dagli archivi di una nostra vecchia trasmissione (“Libere (veramente)”) un piccolo estratto, in cui un Pino Daniele agli inizi (era uscito solo il primo 45 giri) era ospite di una radio libera romana (Radio Euro Sound), per finire poi con un omaggio ironico ad opera degli imprevedibili Latte e i suoi Derivati (tra cui Lillo & Greg).

In ogni caso, “eppur bisogna andare” come cantava una vecchia canzone partigiana, sicchè siamo partiti con una scaletta eterogenea, tra l’attesissimo nuovo lavoro di Max Manfredi (“Dremong”), recuperi di modernariato (Odoardo Spadaro), nuove leve che maneggiano vecchi maestri (Giacomo Toni con i CCCP), abissi del gusto (i Supertramp seviziati dalla dolce Elisabetta Viviani) e la prima parte di una curiosa intervista pubblicata in un flexi disc allegato a L’Espresso nel 1981, in cui un sornione Francesco Guccini doveva vedersela con un altero Sergio Saviane. Buon ascolto!

La immaginifica copertina che Ugo Nespolo ha disegnato per “Dremong”, il nuovo lavoro di Max Manfredi

La immaginifica copertina che Ugo Nespolo ha disegnato per “Dremong”, il nuovo lavoro di Max Manfredi

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SCALETTA

CORPORAL CLEGGS- Pink Floyd (sigla iniziale)

TERRA MIA- Pino Daniele live Radio 1976

IL POSTO DEI PORTI- Luigi Friotto

LA CANZONE LOGICA- Elisabetta Viviani ’79 (da “The logical song”, Supertramp 1979, Rubrica “Cover the rainbow”)

IL VALZER DELLA POVERA GENTE – Odoardo Spadaro

MI AMI – Giacomo Toni (Rubrica “Sulle spalle dei giganti”, cover dai CCCP)

RABAT GIRL- Max Manfredi (Rubrica “Gradische le dische?”)

IL NEGRO- Max Manfredi (Rubrica “Gradische le dische?”)

LA NONNA DI FREDERICK LO PORTAVA AL MARE- Quintorigo

L’ITALIA DI FRANCESCO GUCCINI (pt.1)- Intervista a Francesco Guccini di Sergio Saviane (1981)

E NON LO SO- Latte e i suoi derivati

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ANIME LEGGERE omaggia MOGOL: il (doppio!) podcast

PUNTATE 4 e 5 dell’ 11 gennaio 2015

MOGOL

In studio Andrea Caponeri 

Mogol accanto a Lucio Battisti, all'epoca del loro sodalizio

Mogol accanto a Lucio Battisti, all’epoca del loro sodalizio

«Non ci sono i musichieri, ma solo musicisti e noi siamo autori, non parolieri». Così parlò Giulio Rapetti, in arte Mogol, uno dei più grandi scrittori italiani di testi per canzoni, per qualcuno il migliore in assoluto. Personaggio discusso, egocentrico e ambizioso, ma nei suoi (molti) momenti migliori, geniale nel coniugare fruibilità e innovazione, con una perfetta adesione tra parole e musica. Se è vero che con Lucio Battisti ha dato orgine a un sodalizio strattissimo e a lungo esclusivo che ha regalato alla musica italiana decine di capolavori, Mogol ha comunque scritto delle cose egregie sia prima (per Celentano, Bobby Solo, Luigi Tenco, ed altri) sia durante (per Nicola di Bari, Bruno Lauzi, PFM, Formula 3), sia (in minor misura, a dire il vero) dopo (per Cocciante, Morandi, Gianni Bella, Fiorella Mannoia).

Questa puntata di “Anime Leggere”, di necessità doppia, ripercorre le tappe più interessanti di un personaggio di primo piano della nostra musica, raccontando anche per la prima volta in pubblico, quel famoso giorno in cui Andrea Kappa Caponeri, curatore di questa trasmissione, si scontrò faccia a faccia con Mogol!

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Parte 1

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Parte 2

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SCALETTA

Parte 1:

GRAZIE, PREGO, SCUSI- Adriano Celentano (1963)

UNA LACRIMA SUL VISO- Bobby Solo (1964)

SE PIANGI, SE RIDI- Bobby Solo (1965)

PERDONO- Caterina Caselli (1966)

29 SETTEMBRE- Equipe 84 (1967)

SE STASERA SONO QUI- Luigi Tenco (1967)

LA COMPAGNIA- Maria Sannia (1969)

RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA (Space Oddity)- DAVID BOWIE (1970)

LA PRIMA COSA BELLA- Malika Ayane (1970, 2010)

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE- PFM (1970)

LA FOLLE CORSA- Formula 3 (1971)

AMORE CARO, AMORE BELLO- Bruno Lauzi (1971)

Parte 2:

EMOZIONI- Lucio Battisti (1970)

I GIARDINI DI MARZO- Lucio Battisti (1972)

CERVO A PRIMAVERA-Riccardo Cocciante (1981)

CANZONI STONATE- Gianni Morandi (1981)

UN NUOVO AMICO- Riccardo Cocciante (1982)

NUOVA GENTE- Mia Martini (1982)

IL PATTO- Gianni Bella (1983)

ORO- Mango (1984)

SORVOLANDO EILAT- Fiorella Mannoia (1986)

VARIETA’- Gianni Morandi (1989)

L’EMOZIONE NON HA VOCE- Adriano Celentano (1999)

L’ARCOBALENO- Adriano Celentano (1999)

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